Citazione labronica
Luciano Tarabella
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E' tanto che un iscrivo un ber sonetto
ganzo, sboccato all'uso livornese
che, ar solito, nun cià tante pretese
ma sa na sega che cos'è il rispetto.
Sono troppe le ose che un accetto
e la mi Musa, vando cià ir marchese,
mi detta delle rime forti e pese
contro vèsto mondaccio lèzzo e infetto.
Ancora ummi son dato una carmata
anzi, m'incazzo fisso ribadito
ner vedé vest'Italia martoriata
e a Roma ha da venì, lo dìo cor còre,
come scrisse ir Cangillo riverito,(1)
un ber tremoto di varantott'ore!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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