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Dialettali 24 marzo 2015 · lettura 2 min · 1777 letture

Avi na vita

fausto di pasquale 333 poesie pubblicate
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Avi na vita ca marramazzu pi campari ma ora basta cchiù sugnu stancu di addubbari pi manciari. Megliu mortu di fami ca aviri addumannari chiddru ca mattocca pi dirittu. Sta beddra terra ni duna lu suli ni duna stu mari pulitu ni duna la storia cu sti quattro tistetti ca na chianura sana ni inchieru, ma la fami ni mancia vivi quantu voti ni inchì l'occhi e ni lassò li manu vacanti. Iu ormai sugnu vecchiu e mi sacciu accuntintari ma sti picciotti comu annu a fari? Pi campari nun sinni ponnu iri a rubari e mancu ponno ammazzari. Facemuni la cruci, ma no ca manu manca, e amu a spirari ca lu Signuri, ammenu iddru, sinnipò intrissari e darini na manu pinnì aiutari. TRADUZIONE E' una vita intera che faccio sacrifici per vivere degnamente ma ora sono stanco di dovermi arrangiare per mangiare. Meglio esere un affamato che dover chiedere ciò che mi spetta di diritto. Questa terra ci da il sole questa terra ci da un bel mare questa terra è la storia tra massi giganti che una pianura intera hanno riempito, ma la fame quante volte ha riempito i nostri occhi lasciandoci però con le mani vuote. Io ormai sono vecchio e mi so accontentare ma questi ragazzi come faranno per vivere degnamente non possono andare a rubare per poter mangiare. Facciamoci il segno della croce, ma non con la mano sinistra, e speriamo che Nostro Signore, almeno lui, se ne può interessare ci dia una mano d'aiuto.
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Commenti (3)

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Rosetta Sacchi24 marzo 2015

Non è la rassegnazione il tema di questa poesia, come può sembrare, piuttosto un grido disperato, per ciò che è diventato il mondo in cui viviamo, dove chi ha già vissuto gran parte dell’età adulta, può anche accontentarsi del giorno così come viene, accettando ogni cosa come un regalo, ma non può non interrogarsi sul futuro delle nuove generazioni. Si è perduta la fiducia nell’uomo, forse l’aiuto può venirci da Dio. La denuncia di uno stato di cose muta da ribellione a preghiera.

Antonella1724 marzo 2015

Una bella pagina sociale e un grido di rabbia che accomuna molti italiani in questo momento. Lirica molto vera...

Grazia La Gatta24 marzo 2015

Mi trovo molto d'accordo con il pensiero del bravo poeta Di Pasquale; la nostra bella Italia sta andando sempre più a rotoli; ogni giorno le nostre industrie finiscono all'estero e rimaniamo, ancor di più, senza lavoro e senza soldi per comprare il necessario. Anch'io ho la mia bella età ... ma questi giovani che devono fare? Se va avanti così, aumenterà la delinquenza perché una pancia vuota fa fare cose pazze. Bella lirica.