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Introspezione 17 luglio 2007 · lettura 1 min · 3923 letture

L'epilogo

Zima 451 poesie pubblicate
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Dalle mie mani bucate Gocciola inquietudine Vomito parole stanche Perché costrette tra pareti torve Gabbie dalle sbarre arrugginite Che incatenano ululati fantasma Scoppiano le vene pulsanti di noia E inerme mi abbandono Altro non posso, o non voglio, o non so...
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Zima
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Commenti (10)

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M
Mariasilvia17 luglio 2007

Si scava nell'animo ed emerge paura, vuoto, solitudine o... cieca disperazione.Sicuramente versi intensi. Bravissima.

Sono rimasto entusiasmato dai tuoi versi, gran componimento, poesia bellissima!

Giovanni Monopoli17 luglio 2007

leggersi e sapersi valutare... profondo pensiero che induce alla riflessione entrando nel nostro io scavando ogni meandro alla ricerca di se stessi

J
Jmarx17 luglio 2007

quando qualcosa si sgretola i sintomi sono ben chiari.. molto toccante, l'ho sentita molto vicina...

F
Francesca Coppola17 luglio 2007

realisticamente agghiacciante come quella sensazione di solitudine, di impotenza, indifferenza... molto piaciuta!

Leaf17 luglio 2007

talmente intensa da fare male... leggerla è uno scavare anche dentro se stessi, e scoprire identiche sensazioni, identiche angoscie, identica impotenza... L'abbandono permea questo testo, ne traccia i contorni cupi, eppure vividi, appuntiti... Bella, come solo certa malinconia può essere...

A
Angeloantico17 luglio 2007

... sarebbe da commentare ogni parola che hai scritto poiché dietro ognuna di essa c'è un vissuto che imponente vien fuori, denso di stati d'animo. E' stato un vero piacere il leggerti Zima.

R
Raffaella Picotti18 luglio 2007

leggendo t'ho sentita cosi vicina da confondermi e per un momento non ho piu' saputo riconoscermi davvero splendida complimenti

S
Semplicemente Lulù30 luglio 2007

Si sente il tempo scandito dai rintocchi di un orologio a cucù con molla scarica. Trepidazione per qualcosa che non scorre e intoppa inevitabilmente tutto il meccanismo di stasi interiore.

C'è un attraente miscuglio di rabbia, angoscia e paura in questo componimento... una sensazione d'impotenza che rivela un istintivo desiderio di salvezza, di liberazione da un provvisorio ma ineluttabile stato di ”claustrobia” interiore... davvero intensa e sanguigna, bravissima!