Memoria pasquale
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
Di una bellezza ed armonia senza pari questa raffinata poesia in cui l'Autore ricorda gli anni ridenti dell'infanzia trascorsi nel verdeggiante Mugello. Tornano vivi e palpitanti i ricordi della mattina di Pasqua, fra cui spicca l'immagine lirica del pranzo in famiglia "il santo desco fiorito d' occhi di bambini" per dirla in termini pascoliani. Il sommo dell'armonia poetica si raggiunge nella quartina: "Dalla finestra della mia cucina/ vedevo il verdeggiar delle colline/ sensazione stupenda e sopraffina/ che provavo possente e senza fine". Infine il commiato con la stupenda chiusa dedicata ai genitori che ora riposano " in fondo al viale... allora era un viale silenzioso". Chapeau!
