Fame

Ho sofferto la fame,
tanta fame di te
da riempire la bocca
di solitudine.
Ho patito il freddo,
nel mese d'Agosto
solo dentro il tuo maglione
sentivo calore.
Non è il silenzio
ma l'assenza che fa paura,
la mancanza delle forme
del tuo corpo muoversi
con i soliti inutili gesti,
la ripetizione monotona dei giorni
così prevedibilmente amati.
E questo dannato silenzio
che spacca il suono delle ore
mi spezza le braccia oziose.
Abbondo con effetto
di trucco e di rossetto,
traballo sui miei tacchi rassegnati
ma segno col gesso i miei passi
rischiarati dalla luna.
©
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Francesco Rossi3 aprile 2015
Dissonanze e assonanze di un circondare d'amore escono mirabilmente allo scoperto
