Inghiotte il mare
Pier Giorgio Cadeddu
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Uccelli lunghi a tratteggiare il confine del mondo
paiono voli scuri di apostrofi notturni
gettati dal poeta ingenuo
per trattenere la città fra le sue mani;
le torri pisane tagliano la sera
che sanguina le sue ferite aperte
e si benda di strade strette e risapute,
rosso violento dietro le colline
colora l’insolenza
di non poter capire
quando muoiono sole tutte le illusioni
disperse e polvere tra le stelle cadute;
quanto rimane dei tuoi racconti di quartiere,
di una vita riflessa sullo specchio,
rinnova il canto dell’inverno
e inghiotte il mare dentro le parole.
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli3 aprile 2015
Riflessione e impressione di un luogo un paesaggio, un interno d'anima e fra questo migrare di pensieri, una delicata malinconia avvolge il lettore, trasportandolo nell'animo del poeta. Immagini suggestive e belle!

