Un domani ancora
elena rapisa
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Quanti guadi ho traversato e prati
e valli distese al sole, io perenne fuggitiva
sondando profondità segrete
senza mai demordere.
Infiniti sguardi consumati negli ultimi orizzonti
che s'andavano colmando d'ombre.
E nel sole nuovo ancora invocarti
alternando la voce a quella di sorgente
le dita immerse nella speranza,
frescura di bosco conosciuto
fruscio di rami e brezze a ispirare
il troppo breve viaggio.
Quanti rovi a ostruirmi il cammino,
tante le piaghe scavate dalle spine,
molte le offese al cuore.
Eppure ancor proseguo vita
si, procedo fra sassi e fiori
coltivando esili sogni decisi a non morire.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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