A Milano
Francesco Falconetti
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Mi affaccio dai tetti di Milano
e respiro le sue guglie in affanno,
la vaghezza delle mie abitudini scomposte
si incollano alla mia camicia a costoni grigi stetti (e neri).
Ho lavato il rosso sangue in mille rivoli,
ne hanno bevuto tutti, colpevoli ed innocenti,
immolati, ignari, sull'altare celeste
della follia.
Ero lì, vicino, a contare gli orli
delle parole,
non ho osato respirare il puro odio dell'uomo.
- lui si è fatto Dio -
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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