Verrà
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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E' una poesia che con poche e nette parole risolve (positivamente) il dilemma dell'attesa della persona amata, quel dilemma tanto più angosciante e paralizzante quanto più l'attesa è lunga. Scriveva Roland Barthes (nei "Frammenti di un discorso amoroso") : "L'attesa è un incantesimo: io ho avuto 'l'ordine di non muovermi' . L'attesa di una telefonata si va così intessendo di una rete di piccoli divieti, 'all'infinito', fino alla vergogna: proibisco a me stesso di uscire dalla stanza, di andare al gabinetto, addirittura di telefonare (per non tenere occupato l'apparecchio) ", e " 'Sono innamorato? - Sì, poiché sto aspettando! (...) La fatale identità dell'innamorato non è altro che: 'io sono quello che aspetta' . "