La riconoscenza
Quando ‘n scrigno post’è riconoscenza,
ond’essere ‘n petto meglio custodita
al fin che manco sfiori man’ardita,
di ricevuto amore essa è l’essenza.
Li tanti che ne prendono coscienza
lo fan traverso la gioia recondita
ch’appen trapela ‘n faccia imperterrita,
ch’affacciato rigore è sol parvenza.
Lui nello studio ha posto lo suo core,
ch’affisso pende da vetusto muro
donde da genitor prese valore.
L’amore per li deboli e gl’afflitti
lo dona a ricordo degli affetti
che l’han portato su sentier sicuro.
Vanta l’orgoglio di quei genitori
che l’han stradato lungi dai rancori.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Alberto De Matteis12 aprile 2015
Molto bello il contenuto di questa poesia, originale nel costrutto aulico ed elegante. Mi ricorda una varietà del sonetto classico (sonetto caudato o sonettessa) con l'aggiunta di altri due versi endecasillabi, che servono per meglio comprendere sia il pensiero che la melodia del sonetto stesso.
