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Uomini 16 aprile 2015 · lettura 1 min · 1586 letture

L'amico di tutti

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Gildo fu amico di tutti, aveva una casa sul bordo del lago, Gildo campione di rutti, e magro talmente, pareva uno spago. Gildo sei mucche e un cavallo, al quale voleva più bene che a un figlio, Gildo che aveva un fratello, sepolto a Natale ai piedi d'un tiglio. Gildo incapace d'odiare, e mani callose da fare spavento, Gildo nemico del mare, e sempre un sorriso dipinto sul mento. Gildo nessuno sapeva, di quanto dolore portassi nascosto, Gildo la luna nasceva, e tu ti appendesti ad un ramo del bosco. Gildo ti fossi curato, e avessi aspettato seduto nel viale, risate noi avremmo gridato, e avremmo brindato insieme al Natale.
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Davide Ghiorsi
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Commenti (9)

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santo aiello16 aprile 2015

Nel ritmo e nello stile mi ricorda Pavese. Il male nascosto, quello che solo pochi sanno trovare, guarire. Una poesia che è un gesto di affetto, nel ricordo di chi si è arreso... Complimenti.

Anna Di Principe16 aprile 2015

Il doloroso ricordo di un amico, il cui vissuto apparentemente simile a quello degli altri ...Invece, nascondeva quel " mal di vivere " che lo ha logorato, portandolo all'atto estremo. Davvero un bel testo, che sa dare perfetta e sincronica dimostrazione di un lirismo sorretto da una buona scelta lessicale. Pregevole resa poetica.

Pagu16 aprile 2015

Una storia in poesia molto emozionante che ancora una volta dimostra lo sguardo attento e sensibile di un poeta che sa raccontare la realtà con attenzione e bellezza. Le sue sono storie di allegria e dolore, sentimento o morte narrate con un tocco inconfondibile. Complimenti all'autore.

Anna6216 aprile 2015

Il male di vivere che coglie anche le persone semplici. Non ha saputo, Gildo trovare le sue giuste ragioni per continuare a vivere, lui uomo di monti, che odiava il mare, che aveva pianto la morte di un fratello e forse non aveva saputo amare quel suo figlio, secondo al suo cavallo e un attaccamento alle poche cose che probabilmente lo hanno lasciato solo. Molto triste e la storia umana si ripete all'infinito

carla composto17 aprile 2015

bello il pensiero ad un amico caro che non ha saputo resistere ad un male che ruba l'anima ...ad un male che arriva silenzioso nutrendosi di dolori forti... parole sentite lirica intensa il mio elogio a questa opera

piera tola17 aprile 2015

Gildo... quanti se ne sono conosciuti, loro che nel profondo ci hanno provato arrendendosi poi. Giudicare gesti estremi è facile in un senso o nell'altro... difficile è scovare il dolore nel sorriso d'un mento... difficile è convincere che nel buio ci sia luce se non la si può vedere. I gesti estremi fanno parte di una vita estrema... che solo vivendola si può capire... non giustificarla ma comprenderla.

Diana Blancato17 aprile 2015

La poesia è particolarmente toccante ed esprime una profonda sofferenza condivisa e uno stato di solitudine esistenziale, mi è piaciuta molto.

nemesiel17 aprile 2015

L'umana solitudine, non certo fisica ma quella subdola compagna che ha nome angoscia che si tende a nascondere e camuffare quasi come se fosse colpa... quel male oscuro così assurdamente "democratico" che non fa differenza di genere, di cultura, di posizione sociale... quella paura di vivere e quella assoluta mancanza di un senso... Soli, con la propria troce sofferenza quella che trascina l'anima in un angolo buio...

Antonella Avolio17 aprile 2015

Grande sensibilità nella trattazione del tema, i versi sono piacevoli alla lettura e invitano alla riflessione, lasciando aperto l'interrogativo di ogni responsabilità. Il poeta è e merita un fiocco rosso.