Pensiero di donna
Pier Giorgio Cadeddu
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Quando le mani non sapranno amare
ti porterò dall'altra parte del giorno,
dove la luce sfuma nel silenzio
e i suoni sono musica e stupore;
ferruginoso e fresco
sento salire lento il respiro
della terra bagnata dopo il freddo dell'alba
e fitte pioggie miti dell'inverno fugace:
canta ancora forte la festa di quegli anni
che non guardano indietro,
per noi solinghi e stretti tra tristezze
e pallide emozioni da clown;
come stelle filanti, nuovi rifiuti e gli antichi abbandoni,
coriandoli di vita a rappezzare
la mia tela strappata e i tuoi richiami;
sono sciarada e rebus
questi nostri distratti e stemperati sogni
offerti a un dio fallace e senza lacrime;
mi accorgo con dolore che questo tempo avaro
non capisce parole,
gioca coi tuoi ricordi e rimischia le carte;
gli chiederò questuante una mano di pazienza,
in cambio della mia sola
fortuna di gatto;
forse allora, sorpreso coi suoi ritmi di singhiozzo,
si fermerà a capire la fretta dell'amore
che attraverso il tuo viso,
disperde i desideri di quegli attimi
di sabbia e di calore,
fuoco che brucia
dentro il cuore selvaggio
di un pensiero di donna.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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