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Riflessioni 20 aprile 2015 · lettura 1 min · 1246 letture

Presentimento

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Gelo Antartico insistendo su anime amorfe mio presagio sul letargo di giovanili flebo son Primavere assiderate senza colori Pungo un gregge dal siero atrofizzato sperando all’indomani che anfetamine diventino schegge nell’etra d’un crogiolo da tecnologico tenore incenerito Impositivo trend d’archetipo inculcato d’ideali e moralità distolgono valori pro Lobby di potere e di mercato par che sia demarcazione la linea Fantasiose invenzioni perditempo della Rete è densità di ricchezza e di potere a modellare plebe a fin d’interessi forvianti Voga d’ebetismo che va verso il precipizio è rotta di un disegno a incretinire condannati attoniti agli schermi d’antidodi alla rivolta E più non ho voglia a dilungarmi da profetica sfera allontanandomi continuo a sognare straziandomi le ali nel volo inesistente d’archetipo mio fantastico
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (7)

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Grazia Denaro20 aprile 2015

Da questa lirica s'evince che le cose semplici dovrebbero andare nella direzione giusta per ottenere il giusto risultato, ma sempre sono deviate dalle lobby di potere che spostano ricchezze e impoveriscono la gente semplice e ligia al normale dovere del lavoro e di normale vita. Tutto è condizionato da grandi burattinai che tirano i fili per la loro convenienza. Ormai tutto ciò ha azzerato il senso dell'onesta e acuito il senzo della furbizia e della corruzione. Una bella lirica che rispecchia, purtroppo, ilmondo d'oggi, perciò tutto sta andando a catafascio. Opera apprezzata per contenuto e forma, il mio plauso a questi versi.

Daniela Zarriello20 aprile 2015

Questa ottima lirica sulla nostra società mi ha dato un profondo spunto di riflessione. Tempi duri quelli dei nostri giorni, in cui molti valori sembrano congelarsi e soccombere all'appiattimento e alla stupidità compiaciuta anche dai mezzi di informazione, al senso comune di incuranza, alla mancanza di stimoli e aspirazioni che rendono soprattutto i giovani, nostra speranza per un futuro migliore, poveri di stimoli e loro, meravigliosi fiori multicolori del nostro futuro, cosa hanno ricevuto da noi, cosa gli abbiamo lasciato? Non siamo stati all'altezza o ci siamo piegati anche noi come fiori avvizziti e sbiaditi non così interessanti da essere degni di uno sguardo? Il futuro é triste soprattutto per loro che ne hanno tanto.

nemesiel20 aprile 2015

Di fronte a poesie come queste ci si sente riempiti di rabbia, di sdegno per il momento storico che viviamo ma soprattutto per il senso di impotenza che visceralmente afferra... Il progresso che avrebbe dovuto creare benessere ne ha partorito solo di apparente mentre sempre più forte è il desiderio di potere di quei pochi che vivono alle spalle dei molti e ne depredano persino il sogno più bello, il futuro dei giovani a cui pensavamo di lasciare una strada senza inciampi...

Sara Acireale20 aprile 2015

Eh, si caro Poeta. La tua denuncia è vero, ci stanno rincretinendo, stanno fossilizzando il nostro cervello per farci stare buoni e calmi e senza nessuna voglia di protestare. Sono "bravi" a imbrogliare le carte, a cambiare il nero col bianco per confondere le idee. Ho molto apprezzato questa lirica dal contenuto forte e chiaro... La quarta e la quinta strofa sono per me un piccolo capolavoro...

Rosita Bottigliero20 aprile 2015

la semplicità non sempre è ripagata e allora ci si sente delusi e pieni di rabbia. versi molto significativi, lasciano perplessi e a meditare... complimenti ben stilata

Massimiliano Moresco21 aprile 2015

Sebbene una volta il controllo sociale era più, apparentemente, marcato, oggi lo hanno rimpiazzato con qualcosa di desiderabile. Ci hanno fornito così i social network dove poterci sfogare, urlare, imprecare contro il potente o i potenti di turno, celati e non. Eccoli che in maniera intelligente ci hanno disattivato facendoci credere in qualcosa che sa di libero ma che in realtà ci allontana in maniera preoccupante dai problemi reali. Oggi basta indignarsi per poi tornare belli freschi come prima. Come a dire, il nostro l'abbiamo fatto. Ottima poesia, musicale e scorrevole.

carla composto21 aprile 2015

purtroppo i nistri pensieri non contano più con molta diplomazia veniamo manipolati con la scusa di semplificarci le cose veniamo condizionati come tanti pupazzi... una lirica da conservare bella per stile e contenuto il mio plauso