Scirocco
Certe notti, irrequieta,
l'anima vaga,
poi s'acquieta e s'adagia,
e poi ancora
in volo scatta.
Nel dormiveglia
tempesta sento
e ancestrali timori
m'assalgono.
Vento di scirocco,
che spiri tra vie
e tra piazze t'insegui,
cupi strumenti
nella notte percuoti
e raggelanti lamenti spargi.
Batti alle porte
e sussultano i vetri
mentre t'infiltri e avanzi;
neri nembi s'addensano
sopra la fioca luna
e già scendono gocce
di liquida sabbia,
rossastri veli in ricordo
poi lasceranno.
Vento di scirocco,
nella tormenta trascini i pensieri
e l'anima mia,
tra vortici invischiata,
vola sulle case dormienti
e sulle meste luci di città,
tra le finestre spente
e l'asfalto bagnato,
ma alle domande
risposte non trova.
Indugia tra i rami tremanti
di gelida pioggia grondanti;
più in là i campi allagati
attendono il sole.
©
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