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Sociale 21 aprile 2015 · lettura 1 min · 2360 letture

Una vacanza al mare

Enrico Baiocchi 346 poesie pubblicate
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Sembrano godersi i raggi del sole cullandosi nell’abbraccio delle onde. Dove se ne vanno senza meta quei corpi accolti dall’impietoso mare? Un nero che da l’addio alla vita non è forse uguale ad un bel corpo abbronzato? E la smorfia di un volto gonfio d’acqua non è come il sorriso di un bimbo ben nutrito? Eclissi di sole copriranno gli occhi. sulla nave di lusso che incrocia quelle rotte. Se non della nostra indifferenza di chi sono quei vestiti vuoti? No, non è una vacanza al mare.
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Per queste morti non ci saranno marce di solidarietà, evidentemente la loro vita non vale granché, per loro, forse, solo una preghiera.(immagine dal web)

L'autore
Enrico Baiocchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,

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Commenti (11)

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Patrizia Ensoli21 aprile 2015

Non è una vacanza al mare ... è l'urlo umano di tante anime che cercavano un nido una spiaggia accogliente, una speranza nel domani ... Non è una vacanza al mare ... e non si abbronzeranno per la vanità del vuoto! Lirica che mette i brividi per la sua fluida tagliente verità!

Bruno Leopardi21 aprile 2015

Questa poesia è un grido che fa tremare l'anima di chi ha nel cuore il dolore. Essa denuncia con parole dirette e chiare i fatti. E lo fa con la concretezza di chi i fatti li ha chiari. Dolorosa quanto stupenda.

Cinzia Gargiulo21 aprile 2015

I contrasti usati "corpo nero che dà l'addio alla vita ed un corpo abbronzato", un "viso gonfio d'acqua ed un sorriso di un bambino ben nutrito" li trovo agghiaccianti... Nel leggerli si ha una sensazione di grande sgomento e di raccapriccio, perché queste tragedie annunciate che si ripetono possono essere solo definite un orrore. In che brutto mondo viviamo!... Versi molto apprezzati, crudi ma purtroppo pieni di triste realtà.

Maria Assunta Maglio21 aprile 2015

Immane eccidio lede coscienze umane. Fuggono dalla guerra dal terrore, trovano la morte in acque tranquille, molto profonda ricca d'immensa sensibilità.

Fiammetta Campione21 aprile 2015

Si sente l'angoscia, arriva tutta l'impotenza di chi scrive... non ci sono forse parole adeguate per descrivere l'assoluta e feroce ingiustizia di quello che è successo, ma questa lirica ha il potere di scuotere...

Rasimaco21 aprile 2015

In questi versi un richiamo o meglio una sferzata all'umana indifferenza..."No, non è una vacanza al mare." Triste realtà! si fugge da fame, malattie e miseria... e si viene a morire tra le onde verdi di speranza... il poeta con pochi tocchi da maestro riesce a dare una configurazione netta ad un'immane tragedia... all'eleganza del verso si unisce un contenuto d'alta valenza sociale. Molto apprezzata

A
Antonio Terracciano21 aprile 2015

Il corpo morto per annegamento si trasforma, ed esercita un particolare macabro fascino sull'osservatore (mi ricordo, ad esempio, della canzone "La ragazza annegata", del 1929, di Brecht e Weill, nello spettacolo "Das Berliner Requiem") . Il talento del Baiocchi ha qui colto in modo davvero originale ed illusoriamente rassicurante i cadaveri di quei poveri immigrati: l'acqua è stata capace di trasformarli (vedendoli da lontano) in turisti alquanto abbronzati e ben nutriti che godono dei raggi del sole in un mare aperto ed esclusivo! A suo modo, la poesia è consolatoria: certe volte la morte sembra finalmente concederci ciò che in vita non avremmo mai potuto avere.

Paola Vigilante22 aprile 2015

Un'esposizione estremamente aderente alla triste realtà, si percepisce il forte senso di impotenza che queste immani e perpetuate tragedie provocano nel nostro sentire. Un sottolineare la troppa indifferenza nell'affrontare questo enorme problema come il quinto verso mette efficacemente in risalto. Parole dure ed appropriate per trattare un tema che coinvolge e che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti, soprattutto di chi ha il potere per trovare delle soluzioni nel più breve tempo possibile.

Anna6222 aprile 2015

Davvero la macabra esposizione di un corpo gonfio che galleggia a pelo d'acqua è lo schiaffo che tutti meritiamo per quel lusso vacanziero che possiamo permetterci. Noi certo, spendiamo parole e attuiamo il dissenso per queste povere vite alla deriva, ma c'è chi davvero potrebbe porre fine a questo sfacelo senza fine fare politiche mettendo al centro l'uomo, finalmente, e le pari dignità.

carla composto22 aprile 2015

in questa lirica c'é lanima del poeta che con versi incisivi e belli denuncia il dramma... nel leggerla mi sono commossa, bella per il contenuto e la forma il mio plauso al bravo autore...

Antonio Biancolillo23 aprile 2015

Questo poetico grido verso l'indifferenza del mondo... trasmette in pieno una realtà che sembra plasmarci sempre di più in quell'aria di assuefazione... La giusta immagine ...non è quel relax dei giorni di vacanza...è una arresa al dolore... una arresa a quei desideri di una nuova terra senza più fame e guerra... Versi con immagini che ci chiedono... pretendono una risposta dalla coscienza... Molto apprezzata...