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Riflessioni 25 aprile 2015 · lettura 1 min · 1594 letture

Eccolo il mare

Pier Giorgio Cadeddu 258 poesie pubblicate
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Guarda Abdul, eccolo il mare: queste creste di bianco sono i miei sogni liberi che corrono felici oltre le nostre vite antiche; vedi come si muove l’ombra delle palme? Ondeggiano per non lasciarti al sole, perché la vita non ti bruci l’anima come le guerre e i morsi della fame. Guarda Abdul, eccolo il mare: oltre la linea dell’azzurro aspetta il dio dei giochi eterni e dei bambini, per portarti oltre un tempo di pioggia e di tempesta, dove i sorrisi non sono smorfie di miseria e svanisce il dolore delle spiagge. Guarda Abdul, eccolo il mare: tanta acqua per bagnare l’aridità delle vite rimaste a sprecare la morte sopra le macerie; non vi è parola che possa consolare i vinti, non vi è risposta che non dia un’unica domanda: perché? Guarda Abdul, quanti bambini sulla nostra barca: è un futuro di macchie colorate e di risate, spensierati messaggi di un’estate non ancora iniziata. Ora stringimi forte e dormi...
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Nome di fantasia.

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Pier Giorgio Cadeddu
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