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Uomini 25 aprile 2015 · lettura 1 min · 3111 letture

E mi addormento

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Cos’è questo lamento? E’ la mia voce, o quel che sento si rimuove senza senso? Dormo o sono sveglia? Si addossano gli incubi sulla pelle. Torno a girarmi e a rigirarmi nel desertico scavare della mente. Mi aggrappo alla voce d’incognite insolute. Scaccio via i fantasmi da questa stanza, e sorseggio a tratti, l’alone d’un viso incerto rimasto qui tra le pareti. Promesse su promesse, e nel rincorrerle, il giorno muore. Ma poi penso: “sono quel che sono gli uomini, randagi nei sentimenti, paura d‘essere deboli, polemici, permalosi, a volte anche distratti” No, non serve rovistarmi dentro, e mi addormento.
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Rita Minniti
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Commenti (3)

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carla composto1 maggio 2015

false promesse, randagi nei sentmenti ...riflessioni che riaffiorano nel silenzio, come fantasmi ci tornano alla mente... ma sono uomini! !! apprezzata e sentita lirica incisiva e veritiera... il mio elogio

Salvatore Masullo3 maggio 2015

Un silenzio che parla al cuore con le sue voci, i suoi lamenti, il proprio sentire. Bella l'espressione "voce d'incognite insolute", in questa lirica molto profonda e significativa che trova il suo epilogo nella chiusa finale.

Angelo Fioroli5 maggio 2015

Sai musicare quanto la notte possa divenire una falsa nutrice laddove i pensieri s'adombrano convergendo su promesse disattese.