Le ragazze di Cracovia
Pier Giorgio Cadeddu
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Nello specchio lucente degli sguardi chiari
brillano le ragazze di Cracovia,
sopra il verde asburgico dei loro occhi
le inutili alchimie del tempo ritrovato
sono particolari senza senso
persi nelle risposte del loro passo lungo;
tacchi sottili e ciottoli di grigio
consumano rumori di ferro e morte
ritmando cuori e labbra dimentiche di oltraggi;
luci di donna tra le stelle cadenti,
rinnovate assonanze dei notturni di piano
per il girovagare largo del fiume
la vita trova strada dietro il loro andare;
hanno gambe sottili le ragazze di Cracovia
quando incrociano sguardi disattenti
nelle piazze chiamate nella sera
a liberare strani poeti e musici di strada;
giocano coi sorrisi
e danno lune piene per cercare fortuna
le flessuose ragazze di Cracovia.
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Antonio Terracciano28 aprile 2015
Già ieri questa poesia mi aveva colpito per la sua elegante e velata sensualità, come avevo rapidamente scritto in bacheca (le parole usate creano vivide immagini che ci comunicano un fascino speculare a quello evidentemente posseduto dalle ragazze che il poeta ha voluto rappresentare) . Ma, mi sono chiesto oggi, da dove viene questa raffinatezza? Secondo il mio modesto parere, è sempre l'uso della tecnica a contare. La poesia ha 20 versi sciolti (di cui solo 6 endecasillabi; gli altri hanno 7, 12, 13, 14, 15 o 16 sillabe), tutti però con l'accento principale sulla sesta sillaba: è questa (se mi è consentito sostenerlo) una delle caratteristiche che possono aiutare a distinguere una poesia da una prosa.
