Festa del lavoro
Ultima consolazione
la retorica festa
di presunto diritto
divenuto questua
umanità ferite
dignità calpestate
di vane lotte
è quanto resta
son distruttori
in testa ai cortei
di frasi svuotate
forbiti oratori
per un giorno
un giorno soltanto
i nuovi schiavi
si senton signori
si senton uniti
e in ciò convinti
di contar qualcosa
in slogan triti
come un placebo
il rito usurato
cela l'amaro
di destino umiliato
convogliano rabbia
le guide istruite
e dell'armento
placano lamento
il tempo ha dissolto
ogni illusione
grandi battaglie
ridotte a schermaglie
dispersi idealismi
con i sofismi
per dignità
un po' di pane
per libertà
cambiar canale.
©
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