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Riflessioni 29 aprile 2015 · lettura 1 min · 1453 letture

Edipo (Da re ad uomo che amò il senso delle parole, anche il più atroce)

Anna62 196 poesie pubblicate
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Eppure si sa: basta un minuto soltanto e la gioia si volta per non tornare. C’era il sole alto, nessun vento contro, ma volle scoprire la sua vera identità. Perché il silenzio dei reticenti presta voce solo alla viltà. Possente in faccia al coro, egli non invocò pietà, ma chino sul dolore esplorò l’abisso della sua fragilità Duro fu il responso: assassino incestuoso, pur senza intenzionalità. Il predestinato, il perso, ancor prima di perdersi, appena degno d’umana pietà. Re e poi solo uomo, accettò l’inesorabile castigo lasciando dietro sè l’’ombra di Antigone e di Ismene, amate figlie di una colpa non voluta. Lui che inflisse alle pupille l’enorme castigo del buio e al suo corpo l’esilio. E noi, figli di parole solo da raccontare, voci di silenzi senza peso e coscienza. Noi, ciechi per non voler vedere, sordi per non voler sentire, incapaci di viver le parole. Eppure si sa: basta una parola soltanto alla verità.
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E' solo la mia chiave di lettura per arrivare ad un uomo che per aver voluto conoscere la verità di sè, perse tutto, ma ritrovò se stesso. Un viaggio dentro l'uomo in cui la parola, ogni parola ha il suo peso e può cambiare destini. Edipo re e poi soltanto uomo, "viaggiatore vincente
del suo dolore nel teatro dove non recita, ma vive le parole"1 agosto 2015
L'autore
Anna62
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Commenti (5)

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Pagu29 aprile 2015

Bel lavoro, intenso, espressivo, scritto con precisione e in maniera molto curata. Una lirica che conquista fin dal primo istante e che evidenzia la bravura della poetessa. Ottimo.

nemesiel29 aprile 2015

Ottimo componimento poetico e davvero pregevole lavoro di riflessione e analisi che partendo dalla figura di Edipo si universalizza per calarsi nella realtà di ognuno. Gli ultimi versi sono una considerazione impietosa ma assolutamente vera della nostra umanità, fragile e controversa e troppo spesso misera... ahi noi

Anna Di Principe29 aprile 2015

La percezione dell'umana fragilità spinge la poetessa a ricercare non solo il senso e la direzione del vivere, ma anche ad una ricerca di se stessi. Su piano stilistico notevole la ricchezza del lessico e una raffinata sensibilità emotiva. Efficace la chiusa, che richiama la non consapevolezza della nostra esistenza. Il mio plauso!

Giuseppe Boccanfuso30 aprile 2015

"Mi piace il silenzio perché ha tante parole da scoprire"..."Mi piace la solitudine di una notte perché ha tanta compagnia da donare"..."mi piace catturare le emozioni per farle diventare versi e parole del cuore"...e dentro i tuoi versi ho letto la saggezza del perdersi perché il ritorno è sempre un ritrovarsi... STUPENDA visione poetica la tua.

Azar Rudif2 agosto 2015

La debolezza di scoprire che la verità non è il placido e sicuro mondo che conosciamo è fortemente espresso in questi versi utilizzando il mito di Edipo. Purtroppo siamo esattamente come l'autrice scrive nel penultimo verso e la nostra debolezza ci porta a cercare di vivere il tempo al contrario nella speranza di ritrovare chissà cosa e nella speranza di non dover mai affrontare la verità, ma per fortuna Edipo volle conoscere la verità anche se non seppe affrontarla. Versi impegnativi ed educativi