I replicanti
elena rapisa
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E' un tornare incauto su pietrificate vie
segnate da dispersive congettture
e intorno il deserto incalza
inglobando con futili messaggi
apparenti risvegli di coscienze subito rimosse.
Si fugge coerenza come inutile zavorra
a pedestri desideri,
Si masturba la mente inseguendo giovinezza;
la si tiene in vita con pietosi accorgimenti
ma non s'argina lo scorrere del tempo,
anzi s'affretta, sperperando esperienze
a fatica apprese su campi di battaglia
lottando con la vita.
Intanto scivola tra le dita in vanificate attese
il tempo;
lo si osserva negandolo quale vuoto involucro
mentre rimane inascoltato quasi molesto,
il richiamo a saggezza,
ché gioventù pretende la libertà di replicare errori
disdegnando quel che altri appresero in faticoso andare.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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