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Sociale 2 maggio 2015 · lettura 2 min · 739 letture

E'l naufragar mi è amaro in questo mar

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Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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La barca esausta ancora segue con le vele da tempo tarpate la coreografia bisbetica del mare, da mostri irrequieti invitato a danzare. E quanto è angusto lo spazio in cui siamo stipati, come merci vendute per due soldi al mercato nero; barca nostro banco, nostro cimitero. E quanto è angusto lo spazio nel petto che trabocca di pena, cruenta baleniera del mio cuor che selvaggio e indomito si dimena. Oh, miei cari compagni quante ne abbiamo vissute! Forse troppe, certo abbastanza per desiderare di non vivere più. Ho solo un gruzzolo di sogni scarni: scorgere il faro di una speranza, una lettera per accorciar la distanza, un porto di braccia a cui fare ritorno. Il mio corpo è un vascello fantasma: non un verme che sta conficcato all'amo non un pesce alla deriva o sbranato vorrebbe far cambio con la mia sorte. E la Nostalgia mi fa da consorte su questo altare che patibolo pare a me che ho le gambe storte dalle onde, che sputo parole per addolcire la bile. Queste mie orecchie vagabonde come conchiglie sulla battigia, vorrebbero sentire urlare "Terra!", essere accolte da benvenuti, magari e da porte aperte, da visi cordiali ma sentono solo sibili di guerra. Ho compassione di loro che non sanno che il mondo non è biglia, è bomba. Morte, mio approdo sicuro: lascia che io esplori le tue lande come molti prima di me, anch'io sono giunta alla fine del mio viaggio. E a terminare la mia storia vergo in te come punto questo tuffo, un abbraccio alle tue acque tiepide e ti confesso che il naufragar m'è amaro in questo mar.
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Scritto dedicato agli immigrati che lasciano a malincuore la propria patria devastata dalla guerra per cercare una terra pacifica, trovando solo un'altra guerra da combattere, anche se di natura diversa; che navigano per settimane, stipati in luoghi angusti, in condizioni pessime. E come sempre giunge l'ultima ed estrema consolazione: la Morte (non dico che sia la soluzione migliore, anzi è assolutamente da evitare, ma io come sapete sono un'inguaribile pessimista e le sono troppo affezionata per non metterla in quasi ogni mio scritto)

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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