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Riflessioni 3 maggio 2015 · lettura 1 min · 1814 letture

Di nascosto, dietro al lume

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Ho vegliato tutta notte un fiore, di nascosto, dietro al lume, lo volevo veder sbocciare. Per ore a sperare nel silenzio del mio silenzio, fingendo di non guardare. Non era ancora un fiore ma un timido bocciolo, volea tener segreto il suo colore. Leggero movimento, come una culla, accarezzava il vento, l’unica sua luce era una stella. C’è maggior piacere nell’infinita attesa di chi ancor sa aspettare. Così, ho vegliato tutta notte un fiore, di nascosto, dietro al lume, lo volevo veder sbocciare.
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“L'attesa del piacere è essa stessa piacere.” (Gotthold E. Lessing) (Foto: Olio su tela; cm 76 x 99 - Gerrit van Honthorst, detto Gherardo delle Notti)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (12)

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Patrizia Cosenza3 maggio 2015

Cristiano mi hai fatto piangere ... grrr complimenti commovente che dire bellissima con una musica proprio giusta bravo!

angelo blu3 maggio 2015

Bellissima e dolcissima, una poesia che fa sognare, delicata come una carezza… complimenti.

carla composto3 maggio 2015

intensa ed emozionante lirica che arriva al cuore in un lessico dolcissimo e sentito

chrysalis3 maggio 2015

L'attesa si nutre, a volte, di illusioni... il fiore potrebbe non sbocciare mai, sbocciare e appassire dopo poco o non essere come tu ti aspetti. L'attesa non dovrebbe finire mai, forse...

Rosetta Sacchi3 maggio 2015

Dice la nota “l’attesa del piacere è essa stessa piacere”. E perché questo piacere sia immenso, allora dovremmo far sì che l’attesa duri in eterno, per non andare incontro a delusioni e per non correre rischi di alcun genere, come il veder realizzarsi qualcosa, ma non nel modo in cui ci siamo figurati nella nostra mente. L’ottimo autore dice però qualcosa in più nei suoi versi “c’è maggior piacere /nell’infinita attesa/di chi ancor sa aspettare” facendoci intuire che il piacere, non è tanto nell’attesa, quanto nel saper vivere l’attesa, magari sperare nel silenzio, fingendo anche di non guardare.

piera tola3 maggio 2015

L'attesa è sempre la parte più bella di ogni sorpresa, si mobilitano per essa tutti i sensi desiderio euforia curiosità eccitazione gioia etc. L'entusiasmo che solletica l'anima e il cuore e che dire dell'eccitazione nel non stare più nella pelle. Bellissime sensazioni che danno ancora più gusto alla sorpresa.

Pagu3 maggio 2015

Una poesia dolcissima, tenera come un fiore che sta per sbocciare. La felicità è fatta di attesa e più è lunga, maggiore sarà il piacere che ne deriva. Il poeta ci regala un po' di questa felicità nel leggere l'armonia e la delicatezza di questi versi. I miei più sentiti complimenti.

Eolo3 maggio 2015

Che bel testo Cristiano! Tenero, commovente ad esprimere i sentimenti di un cuore che sa amare e soffrire. Bravo.

Berta Biagini3 maggio 2015

Questi versi mi hanno ricordato una levataccia fatta per veder sorgere il sole – l’attesa era qualcosa di stupendo, ancor più del momento in cui un “piccolo palloncino”quasi vergognoso si presentava alla vista di tanti curiosi.

Anna Di Principe3 maggio 2015

Si... il piacere sta nell'attesa, quando tutto può succedere e con la mente viaggi in un Universo parallelo dove tutto è possibile. In questo status non c'è delusione, perché niente è accaduto. Aspettare, come il poeta fa con il fiore che deve ancora sbocciare, vuol dire tenerci, crederci. Infatti facciamo il conto alla rovescia soltanto per ciò che ci rende felice. Nell'attesa nulla potrà dare delusione... tutto è possibile. Un plauso con lode al poeta che versifica ottimamente un tema filosofico caro a molti lettori. Complimenti!

zani carlo3 maggio 2015

Tante volte come bambini si sta ad aspettare che un evento avvenga e trasformi noi dandoci consapevolezza e coraggio nell'affrontare la vita... Lirica molto apprezzata per il contenuto e lo stile.

Antonella Avolio4 maggio 2015

E' l'attesa la poesia del bel giorno, del momento che può non esserci, ma è sempre nell'attesa. Aspettiamo il vento, il rumore del mare con trepidazione e dopo tutto muore, non c'e' più attesa. Una lirica che ho letto ricordando Leopardi. C'e una differenza: per il fanciullo l'attesa è il sabato, per l'autore non è l'attesa del momento o di un giorno ma la seguela incostante della vita.