L'agro- dolce sapore del fu
elena rapisa
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Quando nel segreto delle stanze
che vissero giorni di risate e gioie
senza meta alcuna vago,
come per incantamento mi pervadono
a fiotti le memorie a smentire
l'agro gusto di melanconia
Esce dal suo silenzio il cuore,
inizia a dialogare col passato
e con allettanti cenni m'accoglie
rinnovando sorrisi che parevano dissolti.
Dalla siepe che di fiori a me intorno l'aria colma
ecco apparire volti amati
e voci mi circondano qual eco elusivo di letizia
Chiusa nel cerchio di diletti fantasmi
il sostar m'è dolce e si fa largo la speranza
di scoprire il perché di questo vivere senza pace.
Quella pace sovente così illusoria.
E nulla mi sfiora o grava
se non la lusinga lieve di una lacrima
ch'è rimedio al cuore,
ma che rilascia sale sulle labbra.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Oriella Del Col4 maggio 2015
Splendido il sapore del ricordo che questa lirica riesce a donare, conducendo per mano il lettore nel cammino della memoria. Senza indulgere in eccessi rende vivide immagini che carezzano l'anima. La lacrima della chiusa splendidamente sigilla questa passeggiata nel fu.

