Un ardore
forse dettato dal travaglio
di cercare una luna al buio mare
mi conduce in carta da regalo
avvolgere alfabetico frullare,
isso le vele, il vento trovo muto
come passando tra muri di gente
e bocche aperte dell'indifferenza.
Duole la scena ferma
nella stanza senza presenti,
i singhiozzi dell'orologio
a intervalli lenti intervengono,
ogni colpo conta,
il ruggito di un treno in lontananza
illumina lo scorcio di rintocchi.
Alla finestra l'anima affacciata
vede sconfitti aneliti
dalla voce del tuono, si rifugia
cercando oblique rotte col barbone
nella vita di un cane randagio
che offre al pasto vecchio
il giorno nuovo
e s'addormenta sopra un sasso duro.
©
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