Il paradiso degli insetti
Hariseldom
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La bambina dalle trecce nere
corse sino alla quercia del lago
il suo vestito bianco
i suoi occhi verdi come foglie.
Raccolse papaveri e margherite
per sua madre malata
che viveva nella casa nera
sulla collina in ombra del cimitero.
Una lucertola si fermò ad osservarla
tra un soffione di pioppo
e uno smeraldo finto.
Lei ridendo la salutò
mentre correva sino all'albero
delle mie fiabe.
Sul ramo stava poggiata un farfalla
gialla verde e forse blu
apriva piano le sue ali
per non farle troppo vento.
La bambina allungò la sua mano
e la farfalla si posò sul palmo aperto
sussurrò la magia di un universo
e si aprì la porta sulla riva del lago.
La bambina corse dentro il suo mondo
il paradiso degli insetti era animato
due coleotteri le aggiustarono la gonna
una libellula i capelli.
Nel paradiso degli insetti
uno scarabeo dipingeva foglie
e quattro formiche lo stavano a guardare
mentre la mantide insegnava matematica
ed era anche piuttosto antipatica.
Venne da lei un calabrone a portarle la colazione
poi le diede del succo magico
che guarisce ogni dolor selvatico.
Lei gli fece un inchino
e gli lasciò i fiori su una pietra
poi corse da sua madre
senza mai voltarsi indietro.
Succo magico che guarisci
salva mia madre e poi sparisci
non rivelare a nessuno la fonte
non svelare il mio segreto.
Ora sua madre è guarita dal quel male
ora che il tempo non è finito
ora che la fabbrica dei veleni
porta il cancro sopra i treni.
Di lavoro si può morire
ve lo dico statemi a sentire
ma un amore può cambiare
ogni destino può girare.
Il lago ha riflessi argentati
e la bambina ha trecce nere
la quercia ha sempre due segreti
uno vero
e uno mai sincero
ma se volete credere alle fate
guardate gli insetti con occhi diversi
sono loro i padroni del mondo
ad ospitarci ancora un giorno.
©
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Hariseldom
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