Come la prima volta
Franca Donà astrofelia
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Questo buio caldo di noi
questo buio che ci fa complici
e antichi amanti nel sacro letto,
di fianchi nel movimento della ruota
e le dita un poco seduttrici e così amiche
che le conosci già da tanto, ormai,
eppure sono ogni volta nuove,
sul ventre e dove il cielo inventa il paradiso.
Di tutti i viaggi che non abbiamo mai viaggiato
nelle città e le arance tra i gelsomini,
solo la finestra aperta per immaginare il mondo, fuori,
e io qui, con le tue braccia di sempre attorno,
un poco esuberante per non sembrare vecchia,
le spalline scese per svelare appena
e fingere che il tempo da me non è passato
sui glutei rosa che mordi con le mani
e il fiato mi fa luce e storia
nella memoria di questa sera solo nostra
in cui ti amo, come la prima volta.
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L'autore
Franca Donà astrofelia
Commenti (2)
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Annamaria Barone4 maggio 2015
a cosa serve inventare le stelle e le viole, i veli ed i velluti quando l'amore, si disvela e si rivela anche anche nel corpo che conosci, che è casa, che è fusione, come se fosse la prima volta
Massimiliano Moresco5 maggio 2015
Leggo una poesia raffinata, stilata con gusto, capace di non fare riferimento ai soliti luoghi comuni poetici legati alla poesia erotica, capace quindi di non descrivere genitali e amplessi con figure ormai consolidate... insomma è una poesia che ritengo bella nella sua delicatezza e originalità.


