Quando intorno si fa sera
Pasquale Farallo
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Era un giorno greve e senza sole
come tanti ancora da venire
quando te ne andasti
per non far più ritorno,
un giorno lungo da passare
e così funesto da dimenticare.
Mi si annebbiò la mente
quella notte fremente
ché la ragione era svanita
Accorsi da lontano
affrettando il mio passo incerto
il cuore in subbuglio
e la mente vagante nel buio
ma tu non c’eri già più,
né ho potuto udire
il tuo flebile respiro
le parole sussurrate
al cielo con la grazia,
un alito di vento
lieve come un soffio
che si spegne lentamente
quando calma vien la sera
Tu eri immobile
al limitar dei tuoi giorni
esanime e pallido in viso
le membra consunte
ma il volto sereno, alta la fronte
come se prima di partire
ti fossi riconciliato col mondo
e la vita che lasciavi
così avara ed ingiusta con te.
Il morbo sconfisse il tuo corpo
ma nulla poté con la mente
che avesti sempre agile e fiera
come facevi un tempo
Ancora oggi, oh padre mio
provo lo stesso stupore
di fronte a tanto dolore
e mi ricordo di te
di quel che mi dicevi,
gocce di memoria
acuminate come punte di frecce...
I tuoi insegnamenti
essenza degli anni miei,
le mie lacrime nella pioggia
come pezzi di specchio tagliente...
E sento ancora la tua essenza
aleggiare su di me
quando intorno si fa sera
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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