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Sociale 5 maggio 2015 · lettura 1 min · 2124 letture

Nel mare, la tua eternità

rita iacobone 282 poesie pubblicate
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Hai peregrinato fra dune di sofferenza dove la libertà mai si fermava. Non volevi considerare la natura del mare, così infida, proprio quando calmo appare. Fratello d'Africa, ti sei lasciato astrarre, tu che nel cesto di braccia sogni e desideri portavi. Timido il battito scandiva i toni della speranza, l'ascoltavi, pronto a ricominciare. Cosa avrai pensato, sbigottita e povera anima, quando lo stolto credere d'altri simili t'ha offerto ad un Mediterraneo che aprendosi t'ha fatto passare dentro la sua eternità. Tanto immeritata la sorte, che anch'esso, poi, ha vomitato. ...e Noi, ancorati testimoni, fermi, là, su chiatte di fallimento, senza saper cambiare rotta al cuore. Pesci inconsapevoli avranno nuotato tra ultime tue bolle d'aria d'un respiro che urlava vita, mentre l'occasione la mordeva la morte.
#Cronaca#Mare#Uomo#Morte#Sogno
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Non si deve lasciare che il timore offuschi la generosità che certamente si trova in noi, occorre ricordarsi sempre che la vita è un anello sul quale la sorte si rincorre.

L'autore
rita iacobone

Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo

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Commenti (2)

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Sara Acireale5 maggio 2015

Condivido tutto, anche la nota. Sono in perfetta sintonia con la Poetessa. Il nostro bellissimo mare, da anni è diventato un grande cimitero di poveri in fuga da guerre e calamità. Nessuno fa niente, l'Europa è assente, chiusa nella sua indifferenza. Poi ci sono pure gli sciacalli che sulla "paura" delle persone costruiscono la loro "immagine politica" aumentando di popolarità ed eventuali voti elettorali. Dobbiamo avere ancora la capacità di discernere, di capire e di ribellarci alla violenza razzista che "usa" gli altri a proprio vantaggio. Dobbiamo trovare ancora la capacità di commuoverci per purificare il mondo da razzismo e paura. Se abbiamo paura noi, figuriamoci questi sfortunati fratelli che cercano una speranza e trovano la morte.

Ci sono molti modo di esprimere un sentimento o indignazione come in questo caso. Questa poesia sta lontana da una certa retorica che impregna il genere e possiede metafore importanti. Basti pensare, tanto per fare un esempio a "chiatte di fallimento" in cui l'immagine corre subito alle piccole iimbarcazioni che tanto spaventano noi italiani ma, di contro, non siamo spaventati dai barconi del fallimento in cui siamo immersi per la mancata capacità d'accogliere ma soprattutto non aver avuto la capacità di eliminare queste disparità, fra noi e terzo mondo, di cui tutto l'occidente è colpevole.