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Riflessioni 6 maggio 2015 · lettura 1 min · 1706 letture

I soldati

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Sotto l'ombra dei cipressi, si riposano i soldati, che han sparato come ossessi, ma son stati poi colpiti. Tutti avevan dei parenti, e una casa a cui tornare, c'è chi è morto in cima ai monti, e chi invece in mezzo al mare. I soldati han volti stinti, nelle foto stropicciate, sotto tristi fiori finti, sulle tombe abbandonate. Se ne è valsa poi la pena, si domandan sconsolati, di una palla nella schiena, per esser poi dimenticati. Sotto l'ombra dei cipressi, il riposo va in malora, ogni giorno li fa fessi, chi comanda come allora, Così i volti dei soldati, restan lì semi ingialliti, non sol più dimenticati, ma oramai anche traditi. E si distingue tristemente, la realtà senza ragione, se si è figli della "gente", si è anche carne da cannone.
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da sempre la guerra sono stati costretti a combatterla i figli del popolo, della gente comune, venendo poi non soltanto dimenticati, ma spesso anche traditi, da chi comanda che in seguito adotta strategie e prende decisioni che rendono addirittura vani i loro estremi sacrifici.

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (8)

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chrysalis6 maggio 2015

Importante riflessione... l'uomo ha la memoria corta, non tutti per fortuna. C'è chi, come il poeta che ha scritto questa poesia, ancora l'ha conservata. Sono ammirata dallo stile delle tue poesie che meriterebbero di essere accompagnate dalla musica... Sei un paroliere mancato. I testi di alcune canzoni sono delle vere e proprie poesie!

una bella poesia, vera, dolorosa, per non dimenticare chi è stato dimenticato... onore al poeta che ha scritto questi versi. Grazie

piera tola6 maggio 2015

Si una verità purtroppo che stringe, il cuore un bel canto, un bel messaggio... tanti sacrifici per questi figli e poi? Diventare strumento in sacrificio della propria vita.

Anna Di Principe6 maggio 2015

Un testo di grande spessore, che invita il lettore ad una profonda riflessione sulle guerre, che sempre vedono in battaglia i giovani figli del popolo e che molto spesso perdono la vita o rimangono con gravi invalidità permanenti. Dai versi traspare un sentire etico- emotivo alla ricerca di risposte, che mai giungeranno per comodità dell'industria degli armamenti. Grande Poesia... stesura eccellente .Il mio sentito elogio!

Un' amara e condivisa poesia che è riflessione storica sui figli del popolo macellati come carne da cannone nei vari conflitti. E penso alla classe del 1899 che combattè sul Piave a soli sedici anni di età: tutti figli di contadini e di operai... Ad ogni nazionalismo becero segue il massacro di giovani vite e di intere generazioni.

Matilde Marcuzzo6 maggio 2015

molto molto importante questo testo, parole bellissime... perle sagge di storia e memoria. aprrezzatissimo.

Rosita Bottigliero6 maggio 2015

Importante sentirsi nel dolore del tempo, quando caduche foglie si lasciano appoggiare su lapidi di vita... belle immagini. La trovo bellissima

Azar Rudif7 maggio 2015

Poesia che riporta una grande verità: le guerre le fanno i popoli e non i potenti. Questo è uno dei motivi per cui prediligo i sistemi anarchici