Abiteresti la mia anima

Abiteresti la luce velata della luna
in una notte ventosa di tempesta.
Con la malachite dei tuoi occhi,
quando il pensiero
scivola lontano,
lungo la strada dei miei silenzi.
Muoveresti le dita
sulla conca ritrosa della mia pancia.
Alle tue carezze
quando si risveglia
un tremore di sogni.
E lì
lascerei che giacessi,
per una notte intera,
ferma e piena dei tuoi respiri.
Delle mie domande
abiteresti ogni risposta.
Così,
nudo e incredibile,
e mio,
come porcellana preziosa.
E sotto quella pioggia,
in quel mio silenzio,
con il tuo tocco,
bianco e solo,
abiteresti la mia anima,
per il tempo di un sospiro.
O per sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Umberto De Vita7 maggio 2015
La poetessa dipinge una bella poesia d'amore apparentemente insolita ma pregna di romanticismo. Molto apprezzata.
Francesco Rossi10 maggio 2015
Cattura l'immagine del minerale, il verde e gli occhi che sono l'elemento che viene alla mia attenzione colorano e colorate sono d'intenso amore.


