Il furto della miglior parte
Gabriele Della Cornia
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Ci ritroviamo a mescolar pensieri
di una guerra finita
che non vuol sventolare
bandiera bianca,
ad ogni passo pese pietre
si aggiungono al mio avanzare,
e io mi chiedo e penso:
“Voi attori del mio
cicatrizzato dolore, perché
mi incarcerate in un’armatura mimetica,
sottraendomi al suono dei crepitii di luce?”
Come l’acqua che ruba le forze,
esanime cerco la cenere di questa recita convulsa,
voglio uscire dall’incubo senza fine,
perché è questo il tempo
della miglior parte.
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