Platonicamente parlando

Corro verso di te.
Per un abbraccio, sì, un semplice abbraccio che tu ricambi.
Non so con quale spirito, ma mi stringi a te per un istante. È eterno e unico, ma forse tu non sai quanto vale.
Nulla forse. Come nulla vale il mio sentimento bianco.
Non è una musica soul che fa la differenza, ho capito, devo capire.
Anche se ogni parola mi porta a te.
Mi sento inadeguata quando ti sogno eiaculare su di un letto bianco, nella mia bocca, così, come la cosa più pura che ci sia nella vita.
Eppure... Eppure il venire in lei che ti prende senza poesia, spudoratamente, con lo sguardo più porco e ti apre la porta. Ti accoglie, ti fa.
E io... Mi abbasserei lentamente, dandoti anche i miei occhi e cosa di più.
E lì, così, magiche, magiche le mie ciglia e le mie labbra, ti avvolgerebbero di bello.
E sapresti di buono e non di ormone di qualche ora. Infinito o la metà, se volessi.
Ti voglio, ma ti voglio in modo vero e non ti chiederei altro.
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Umberto De Vita12 maggio 2015
Bellissima riflessione poetica che ho apprezzato molto. Ottima poesia.

