Il treno perduto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (3)
Molto bella e scorrevole, oltre ad essere originale. Una trama che rispecchia le aspettative dell'autore, versi melodici, ricchi di metrica (forse con qualche rima sarebbe stata perfetta) e coinvolgente per il lettore interessato al finale, apprezzata.
Purtroppo ci sono dei treni (quelli che conducono alla felicità) che non si fermano mai (forse per nessuno), mentre altri (avete capito quali...) , anche se non lo vorremmo, effettuano per tutti, presto o tardi, la loro fermata! Da un punto di vista tecnico, non sono d'accordo col commentatore precedente: ci sono delle poesie come queste (quelle che lasciano un po' di amaro in bocca), in cui la presenza delle rime darebbe un eccessivo senso di armonia e di dolcezza a un argomento che non ne possiede tanta.
È un treno senza macchinista che sfreccia incurante di chi ambisce prenderlo. Anche se lo si prendesse al volo, non si potrebbe poi scendere alla stazione desiderata... e sarebbe una nuova delusione.