L'agonia

Banalizzò il silenzio
questo mio muto tempo
mi si pose a fianco
in quegli spazzi vuoti
odoranti di muffe stantie
ove lo sguardo si confonde
tra sogni e invisibili realtà
ibernò ogni istante
mentre si faceva calva la mia cute
e l’aria
sempre più rarefatta
si poneva come barriera al mio respiro
il battito
pareva l’eco d’un rigurgito di tuono
la tempesta mi scoppiava dentro
sovrastava il pensiero
senza un riparo per la mente
sulle rughe
sempre più profonde
inciampava lo sgomento
poi restai in ginocchio
sull’orlo del riflesso
guardai
dentro a quello specchio la mia vita
e con l’ultimo respiro
capii
finalmente era finita.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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nemesiel25 maggio 2015
Una poesia di una bellezza agghiacciante tanta è la sofferenza e la tristezza che la pervadono... e la strofa finale fa da suggello ad una sofferenza d'esistere che appare ormai insostenibile... Prova d'autore, ancora una volta

