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Riflessioni 15 maggio 2015 · lettura 2 min · 1922 letture

Agnizione (celebrandomi le ferite)

Anna62 196 poesie pubblicate
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Vengo a celebrarmi le ferite su snodi semantici di parole non contigue che mi disegnino la mappa. Enjambement che separino i termini con l'accapo lasciando il soggetto appostato. Quando ciò che vale é quel che lo qualifica o il verbo che lo agisce. E allora mi dirò: é tempo di una grammatica vera. E' tempo di ripulire la parola e se scrivo dolore che sia a margine. Come ogni cosa perfetta che non ha bisogno di richiami e non sa contaminarsi per diventare altro. Il dolore è; sia privo di epifonema il verso che lo cita. Vengo per celebrarmi le ferite e nella parola scarna l'anafora che ribadisca il senso e lo rafforzi. E ancora mi dirò: sarà questo scemare di tutte le cose, tutte le cose che chiamo e non si voltano, che mi trova ferma ad aspettare, ad aspettare, sempre. E un mondo, il mio, caduto ai piedi senza conforto, mai. Vengo per celebrarmi le ferite con una lingua conforme alle mie labbra, finalmente. Parole da fissare su fogli bianchi, per un discorso che sale e l'agnizione che vale. E allora si che saprò dare un senso al dolore, anche.
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Quando la parola si farà corpo
e il corpo aprirà la bocca e
pronuncerà la parola che l'ha creato,
abbraccerò questo corpo e
lo adagerò al mio fianco
Hezi Leskli. E' tempo di una grammatica più vera, di una parola che balzi dalla sequela di inutili parole .12 agosto 2016
L'autore
Anna62
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Commenti (6)

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Antonio D’Auria15 maggio 2015

Percorso intenso e di grande suggestione poetica. Un intricarsi e districarsi nella difficile lingua del dolore dove l'unica regola è la sofferenza.

Francesco Rossi15 maggio 2015

Interagire con una viva consapevolezza sull'attesa, sul dolore e il dare un senso sempre che ne valga la pena. Scritta mirabilmente. di grande contenuto.

Giacomo Scimonelli15 maggio 2015

trovare un senso al dolore... l'Autrice dice bene e penso che questi versi le siano serviti per sfogare ciò che tante volte è impossibile dire ad un mondo sordo che non vuol sentire... commovente e vera...

Anna Di Principe15 maggio 2015

Con mirabili versi la poetessa srotola il percorso del dolore dell'essere umano e come recita il titolo con l'agnizione, avendo un'improvviso e inaspettato riconoscimento dell'identità di chi è sottoposto a questo stato di sofferenza, si capiranno i motivi del dolore. In tal senso ci sarà una consapevolezza per poter superare le situazioni difficili, come è ben versificato nella chiusa. Lirica di grande impatto per la valente e curata scelta lessicale. Ottima la stesura .Complimenti!

Antonio Biancolillo17 maggio 2015

Quando tutto sembra crollare... un rifugio sicuro è l'anima... che si domanda: perché tante avversità nella vita... e non ci sono risposte... ma il passare del tempo matura la mente... nel suo isolamento celebra le sue ferite... un guardarsi dentro... stanchezza interiore... scoraggiamento... profonda tristezza invade l'anima... ma è così che poi... una nuova forza si rinnova... e quella chiusa dell'Autrice " E allora si che saprò dare un senso al dolore, anche "... ha tutta la certezza della propria consapevolezza di vita... dare quel giusto senso al di là del nostro primo pensiero... Molto apprezzata per stile e lessico...

nemesiel21 maggio 2015

Poesia che non si può commentare tanta è la chiarezza espressiva e la profondità dell'analisi intima ed universale che l'autrice fa. Poesia perfetta, con passaggi che sono vere perle poetiche e di pensiero... ne scelgo una... " perché il dolore non insegna, solo detta leggi"