Tu che sempre mi segui
elena rapisa
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Eppure al cuor non incuti timore melanconia
quando a me vieni nell'ore scarne
della solitudine.
Mi serri carezzando l'anima
con evocanti promesse
mai realizzatesi
che traslocano pensieri verso una sola meta,
là dove non trova spazi l'illusione.
Amica mi sei quando m'adeschi
e consenziente mi meni nel tuo mondo
estremo approdo ad ali stanche,
con velati sorrisi quasi a rincuorare.
No, non duoli più di tanto
che fui io a generarti
e dell'anima e della mente mia sei figlia.
Forse perché quando lo sguardo levai vidi l'autunno
dove esautorata rallenta l'esistenza
e tu eri lì fra foglie sfatte in velato cielo
già in attesa.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Sara Acireale28 maggio 2015
Nelle ore della solitudine si fa strada la malinconia, penetra dentro le vene, si deposita sul cuore. Eppure una leggera malinconia può fare compagnia, può essere l'ispiratrice di versi stupendi. L'importante è è (secondo il mio parere) che sia uno stao d'animo passeggero

