A luce spenta
Giorgio Lavino
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Godono fin quando possono
i fili sottili di residua fioca luce
che non si dispera
per l’arrivo del crepuscolo
perché sa di avere il dono
di rinascere dopo la morte.
Ostinata la sera caccia via
tutta la sua malinconia,
per non soccombere triste
all’incalzare della notte.
Il silenzio sgomita per
farsi largo nei cortili
da poco abbandonati
dagli schiamazzi
dei piccoli guerrieri.
Le auto degli innamorati
prendono la strada
dell’intimità.
A fari spenti
i corpi s’aggrovigliano
nelle meraviglie delle sensazioni
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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