Come il volo dello Sputnik
Perché mi hai portato quaggiù
quando potevo restare accovacciato
su una distratta nube d’autunno
a sorvolare tutti i mari quieti?
Perché mi hai dipinto di colori
e passioni contrarie
di stagioni e volti aggrovigliati
come sorrisi nelle autostrade
degli esodi stivi?
Potevo restarmene in disparte
tra le pieghe di qualche libro
o cielo dimenticato,
nella calma piatta della preistoria del pensiero.
Invece eccomi ad orbitare,
delicato satellite,
attorno al tuo centro di volontà,
attorno ai tuoi segreti inconfessabili,
attorno alle tue manie:
ma non dimenticare mai,
anche io sono umano, umano come te.
©
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