Il sognatore
Sentir le siepi frusciare
le rose dei venti maestrali
quando falciano le stelle
nelle torbide notti lontane;
allor rimanda'l pensier mio
al nascondin mio giocoso
d'amici bambini nel solleon
di gote rosse ruggenti d'amor.
Dicono aldunque senza me
che io fui fori di testa
eppur mi fulge dubbioso
l'avvenir che ivi sovvien là.
Mal comune codesto pensier
del folle strimpella parole
forvianti in senno d'acque
stagnati sorgenti sconquassan;
ma stringer i legni le unghie
che'l ramo tra mani par forte
mentre divago all'indietro
che'l vento m'inquieta viver.
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