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Introspezione 22 maggio 2015 · lettura 1 min · 1313 letture

Sono stanco

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Sono stanco di questa vita che sembra un'alchimia di questi giorni così pesanti di queste notti insonni. Sono stanco della poesia del rigirarsi nel letto di quattro versi e una menzogna sussurrata piano. Sono stanco del giudizio della gente della prosopopea e ridondanza delle parole vuote dei conti che non tornano e del denaro che non c'è. Sono stufo delle pene d'amore di chi ha la pancia piena di quelli che la vita è bella della provvidenza della fede della stupidità che sembra intelligenza. Sono un guerrigliero stanco dei guevaristi di quelli contro ogni cosa e di quelli entusiasti sono stanco del governo e dell'opposizione sono stanco dell'insana voglia di un gelato. Così dipingo un cancello di un paradiso e mi siedo a guardare il mare in silenzio e tu che giudichi il mio tormento vai dove si mandano gli imbecilli nella terra dei vuoti frammenti di sogni.
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Commenti (2)

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Alessandro Carlini22 maggio 2015

Molto emozionante. Questa poesia riesce a dar voce a gran parte degli stati d'animo che sono tipici dell'uomo moderno, come la frustrazione per il "gelato insano". Ruota attorno a due poli, l'uno di introspezione, l'atro di denuncia sociale. Complimenti.

nemesiel22 maggio 2015

Una introspezione che è ribellione e stanchezza, un excursus/rifiuto di ciò che la vita, il contesto ed il momento storico ci offrono... e che inevitabilmente si riversano su di noi assumendo l'aspetto di giorni pesanti da vivere e notti insonni ...fino ad essere stanchi di se stessi e di ciò che forse più si ama, si persino la poesia appare poca cosa. In questo campionario umano così svilente, fatuo, mendace dove ognuno recita una parte, si cerca rifugio in un paradiso... con un cancello che tenga fuori tutto... anche noi che leggiamo. Poesia dove il "tormento" non aleggia ma si fa realtà sensibile, da toccare con mano.