TENEREZZA di GIGLIO
Pier Giorgio Cadeddu
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Se dentro quel tuo sguardo
non sono più capace di parole,
se la mia lingua trema e curva la tua mano,
è forse pioggia nera e sabbia di collina
povero tempo nuovo e sole di lontano;
faccio con presunzione rotta sui miei pensieri,
quelli lasciati andare in petali di umori
della nostra sfiorita primavera;
ma non sono deluso dalla mia memoria,
se riesco a spiegarti tutta la follia
che attraversa il mio essere normale;
la mia visione inversa della vita,
i piedi in testa
ed il mio cuore in mano;
ho perso come niente,
dentro i posti nascosti del tuo amore
una piccola storia di canzone
musica e suoni,
le mie dubbiose e certe convinzioni
e quelle tue piegate tenerezze di giglio,
àncora e salvataggio
di un discorso che muore
quando soffia e tramonta
il tuo vento aquilone;
la mia stanchezza cerca vecchia panchina
rifugio che non trova,
stazione provvisoria di montagna
baita di mare e conchiglia che tace;
sento un mare che arriva
ancora per bagnare
la tua antica tisana
e il tuo sapore.
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli23 maggio 2015
Sono belle le immagini e il tessuto che forma la trama di questa poesia d'amore, il percorso di un uomo vissuto che ancora ha la capacità di sognare... Purezza di giglio, salva e commuove. Belle le metafore e le sensazioni che creano.

