Il bruco e la farfalla
Pasquale Farallo
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Un giorno pien di sole
sul far di primavera
una farfalla allegra
sul ramo di un bel melo si posò
e tosto, visto a lei vicino
un bruco che da una mela
facea capolino,
con far gentile ella gli disse:
"Buongiorno mio bel bruco"
ed egli di rimando:
"Buongiorno a te leggiadra farfallina".
Poi così l’apostrofò: "Oh che tu fai costì
appollaiata su questo istesso ramo
che te e me sorregge
e questa bella mela
ch’è il mio gradito ostello"?
Ed ella: "Stanca di volare
e di veder il mondo
qui mi son posata
a ritrovar la pace
e un po’ di refrigerio.
Nella mia pur breve vita
di fior in fior volando
io mille cose vedo
che intorno a me fan giro
alcune belle ed armoniose
altre molto brutte
cattive assai e un po’ pericolose...
Vedo bimbi spensierati
che scorazzan per i prati
e son da me distratti
perché vorrebbero giocare
coi colori variopinti delle mie ali
Vedo uomini severi
che se ne vanno cupi e seri
altri che vorrebbero catturarmi
ed infilarmi uno spillone
nell’esile mio corpo
per poi farne esposizione
che loro chiaman collezione.
Vedo anziani stanchi e curvi
che se ne stanno tristi e muti
seduti tutto il tempo
sull’orlo di panchine
e guardan fissi il vuoto
perché sol questo gli è rimasto
ché della lor pensione
non v’è soverchio un soldo
per arrivar a fine mese
Vedo coppiette giovinetti e amanti
che intrecciano corone
filastrocche ed inni
paghi sol d’amore e di esso l’effusione...
Ora dimmi tu, che fai sempre qui rinchiuso
del mondo non conosci nulla
non vedi mai le albe né i tramonti
e tutto quel che passa sotto i ponti".
Il bruco allor seccato
eh... le rispose un po’ piccato:
"Oh che m’importa assai
di quel che avviene fuori
io me ne sto qui dentro
tranquillo e riparato
ho da mangiar per tre quattr’anni,
son pure riscaldato
e non si dica poi che questa è una prigione
a casa mia mangio bevo e fo’ quel che mi pare
e poi, non pago neanche la pigione"!
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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