Uccidimi
Trafiggi quel maledetto pugnale nel mio petto,
che io smetta di lottar per guerre già rese in partenza,
per la mia inutil vita dominata dall’inerzia.
Trafiggi quel maledetto pugnale nel mio core,
che io pianga, non per dolore,
ma per il rancor servitomi da questo controcorrente amore.
Trafiggi quel maledetto pugnale nella mia anima,
che io possa placare le mie brucianti pene,
odiami, uccidimi...
quam mors sola custodia est.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
D
Demetrio Amaddeo24 maggio 2015
La morte per custodire in eterno l'amore... estrema follia d'amore per porre fine alle pene... e quale mano omicida, se non quello/a dell'amat/o?
D
D’Urso Marino24 maggio 2015
se soltanto il cuore fosse più forte di fronte a queste tragedie penserebbe di scrivere subito dopo una commedia a lieto fine ed invece il più delle volte scrive il suo necrologio!