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Morte 21 luglio 2015 · lettura 1 min · 817 letture

Morte di una poetessa

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Anna Silvestre 3 poesie pubblicate
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Disdicevole notte, perché mai i peccati dei sofferenti oppressori mancasti di espiar? Non meritasti pietà di chi perìa d’amore, quando ella, ammirevole maestra, si aggirava con fare mesto presso le aride pendici montuose. In quella gelida rupe riparo ottenne, onde il sempiterno Ade la accolse egregiamente. La sua nobile isola la guardò indispettita: consapevole, rammaricata, oltraggiata pel grave danno recatole in segno. Il sinuoso corpo di ella barcollò nell’oblio, inumidito dalla inconsueta pioggia, quando peso smise di trovar sostegno lungo la voragine che avea rinvigorito col suo stesso amabile ingegno. Perché giovane alba non donasti riparo alla tormentata Saffo, e non protendesti le tue mani al pari di una soffice nube del candido ciel? Non fu amore pel giovine Faone, né qualsivoglia ancestrale poeta, o invidia pe’ la dionisiaca Afrodite. Ella bramava, avea desiderio di ciò che non potea amare, e fu, certamente, codesto disio a recarle una tale immensità di dolore!
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Anna Silvestre
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