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Famiglia 24 maggio 2015 · lettura 2 min · 2490 letture

Prima dell'alba

Annamaria Gennaioli 414 poesie pubblicate
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Quando la sera ti conduce dentro momenti che il giorno non pensi, saltando ostacoli speri di oltrepassare la soglia per trovare una speranza: la soluzione di tutto. Quando la malattia coglie impreparati e la mente non condivide quel dramma cercando sempre chi sta peggio di te. Salendo le scale del perdono arrivi in alto pregando Santi che nemmeno conosci e il cuore aprendosi alla gioia nella consapevolezza che l’aiuto mirato arrivi. E quella sera il tuo cuore si calmò e la tranquillità si impossessò di esso eri fiduciosa, ma nella notte un tonfo, un sordo malessere ti svegliò, dovevi andare a vedere a trovare il tuo piccolo in ospedale luogo dove era nato e ancora rimasto per tanto, troppo tempo senza capire il male fatto. Quel dolore sordo al petto un richiamo l’ultimo legame prima del passo successivo, Giunti, era ancora li, con il respiro che si confondeva, ti ha atteso, per darti il suo ultimo sguardo. Allora senza indugio chiedesti quel bimbo piccolo pezzetto d’amore per tenerlo tra le braccia gioia negata da sempre. Lo portasti via, era notte, si potevano eludere le regole, si andò dentro un mare di strade con la confusione nel cuore e il dolore che urlava al mondo l’ingiustizia subita. Prima dell'alba fermi per ascoltare il silenzio Il sole stava sorgendo, il suo bagliore portò via quel cuoricino sopra le nuvole dove l'arcobaleno ai bordi dell'aurora lo conduceva oltre la vita.
#Alba#Luce#Bambino#Amore#Perdono
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Quando il dolore non da tregua...

L'autore
Annamaria Gennaioli
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Commenti (4)

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Maria Luisa Bandiera24 maggio 2015

Una poesia che racconta una struggente storia che coinvolge i sentimenti nel più profondo del cuore e dell'anima! Non solo brava, più che brava l'autrice...

Sara Acireale24 maggio 2015

Versi che sono un "brivido", il dolore che perseguita, un piccolo essere (pezzetto d'amore come si esprme l'autrice) che perde la vita che non ha mai avuto. Un piccolo essere che non è mai cresciuto, mai sorriso, mai parlato è andato a fare compagnia alle stelle. È un dolore immenso per chi resta ed è impotente, a niente valgono le lacrime e il dolore sordo, tagliente che penetra dentro le ossa e non fa respirare.

Angela Schembri24 maggio 2015

Un cuore di madre "avverte" il richiamo del figlio morente per un ultimo sguardo. Ha inizio la straziante, affannosa, corsa contro il tempo. Grida al mondo il proprio dolore, mentre culla il piccolo corpo inerme fra le braccia, aspettando le luci dell'alba per affidarne l'anima al limpido cielo adagiandola sopra un arcobaleno. Emozionanti brividi si avvertono in tutto lo scorrere della lirica. Bellissima.

Giacomo Scimonelli25 maggio 2015

inutile commentare... le lacrime che scendono dal mio viso sono le lacrime di un genitore e posso capire il dolore... intensa e commovente