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Riflessioni 25 maggio 2015 · lettura 2 min · 1888 letture

Pietre

Anna62 196 poesie pubblicate
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Serpeggia ancora la lucertola sul muretto e sopravvive all’autoamputazione dileguandosi, fedele al movimento che da sempre conosce. Serpeggia, verde errore, sul grigio cemento, senza ristoro d’ombra e senza riparo alla paura, orfana della pietra millenaria. Manca il respiro della pietra che in silenzio parla e sa farsi cava e rifugio. Non sarà così diverso il tempo di domani, sarà sempre coincidente nell’alternanza di due soli. E saranno sempre le stesse le attese, nel susseguirsi di stagioni. Gli stessi i silenzi nel dialogo di ogni fecondo mutamento. E noi con l’antica abitudine di dare un nome alle cose e continuare a chiamarle anche se si sono perse. Quando basterebbe sentire il peso di ogni assenza, spartirne il peso, tutti... di ciò che forzatamente abdica e si perde. Siamo noi lucertole senza riparo d’ombra senza feritoie per la paura. Sull’intenzione di cemento si sconquassa il senso di ogni destinazione, dell’arrendevolezza, della muta aderenza alla consegna di pietre trascorse. E noi sempre più incerti su questa terra smossa, incapaci di scovare l’imperfezione della pietra che rimandi il precipizio. Noi, tutti più fragili a rinominare ciò che il tempo ci toglie e fingerci risarciti.
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E noi con l'antica abitudine di dare un nome alle cose e continuare a chiamarle anche se si sono perse. Quando basterebbe sentire il peso di ogni assenza, spartirne il peso, tutti... di ciò che forzatamente abdica. e si perde.5 giugno 2016
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Anna62
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Commenti (4)

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Giacomo Scimonelli25 maggio 2015

dice bene l'Autrice... siamo tutti fragili e non ci rendiamo conto che la causa di tutto siamo noi stessi e ci divertiamo a farci del male, gustiamo la nostra stessa resa dinanzi al tempo e alla perdita dei valori dell'esistenza... versi che mi hanno portato a questa personale interpretazione ...apprezzatissima come sempre

nemesiel25 maggio 2015

Raffinatissimi versi in una stesura impeccabile... e l'umanità messa a nudo con la propria fragilità, con l'incapacità di apprendere dalla esperienza e dalla natura, con l'ostinazione di chi non sa vedere... Penultima strofa ...una gemma

Lidia Filippi25 maggio 2015

Bellissima, intensa e profonda. Raggiunge il fondo dell'anima e induce riflessioni sul senso della vita stessa e sulla nostra fragilità, disattenzione, precarietà... Mentre tutto intorno a noi continua a ripetersi in fenomeni e cicli che crediamo eterni. Ottima scrittura

carla vercelli28 maggio 2015

Credo che "scovare l'imperfezione del masso che rimandi il precipizio", come verseggia la poetessa, sia fondamentalmente la ricerca dell'essenza della nostra vita. Altrimenti rischiamo l'autoamputazione, come la lucertola sul cemento, metafora calzante. Ma, paradossalmente, nulla è perso, tutto scorre, cambia, diviene... se si conservano integre certezze, come quella riportata all'inizio della poesia: "la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo"... Versi di alto tenore riflessivo, nello stile profondo della poetessa che seguo da tempo con silenziosi rispetto ed ammirazione.