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Introspezione 25 maggio 2015 · lettura 1 min · 984 letture

Affittuaria del mio corpo

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Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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Le braccia cascanti come uno scialle di pallida seta, scolpite come statue avvolte al collo, carezzano le spalle nel compiangere le mie pene fatue. Con biglie cerulee scorro sul riflesso rifratto nei mille specchi distorcenti: una pianura di labbra, e lo stesso sguardo fulminato, i miei gesti spenti e il corpo che mi segue come ombra di anime estranee, cure ormai remote; ora le lacrime levigheranno le membra e rimodelleranno come creta le gote affinché siano anfore di malinconia, siano tane accoglienti, un avamposto per l'animo lunatico, e la nostalgia di un sorriso che non trova posto, un senzatetto che bussa al mio volto colmo di stanze vuote e inabitate, la casa d'un fantasma ormai dissolto, un rullino di fotografie mai scattate.
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Scusate la mia natura petulante e il mio autocommiserarmi costantemente, mi lamento per un nonnulla ma lo ammetto ("le mie pene fatue"). Alla fine crogiolarmi nel dolore è la cosa che mi riesce meglio, e sto cominciando a diventare allergica ai sorrisi. Immagine: Fernando Vicente, Vanitas

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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Commenti (1)

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Zima26 maggio 2015

Si potrebbe dire che spesso la malinconia è il cibo dei poeti e spesso i versi più belli e toccanti nascono da questo sentimento. L'importante è riversarlo tutto nelle parole, per godersi lo splendore della vita vissuta; Pasolini diceva pressappoco così "scrivo solo cose tristi perché quando sono felice esco". Rinnovo il mio compiacimento per l'abilità dell'autrice di verseggiare in rima in maniera così fluida e, se posso avanzare una piccola critica, le consiglierei di snellire la forma poetica eliminando i troppi aggettivi. A mio modesto avviso si possono rendere gli stessi concetti senza abusarne.