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Introspezione 26 maggio 2015 · lettura 1 min · 677 letture

Nelle fauci del male

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Mephistopheles 15 poesie pubblicate
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Sento il respiro del male ora: m'infonde il suo essere, quel gelido respiro, la pelle m'increspa sin su le gote di cera: sussurra parole di morte Sento la mano del male ora: che mi stritola dall'interno viscere e spirito inquieto e sento anche il suo veleno che la ragione m'abbandona e la mente disperde nell'oblio del male un mare di dolore. Col sangue e col sudore loro dicono di liberare il corpo e la mente e lo spirito ma io dico forse sarà come raschiar una macchia di peste dal polmone putrido d'un fumatore con carta vetrata di denti aguzzi di drago. E per chi soffre dicono che il soffrir rende più forti ma io or dico per questo nudo sentimento e questa nuda perversione che il soffrir rende: più strani.
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Mephistopheles
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Commenti (1)

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Anna6226 maggio 2015

Certamente che se si identifica il dolore con il "male" allora non c'è rimedio, nessuna luce, perché il male, diversamente dal dolore invade ogno sfera dell'esistenza, mentre il dolore è più preciso, puntuale e lascia spiragli... La sofferenza diventa uno stato e intacca ogni percezione. Non condivido la chiusa, perché, secondo me toglie tragicità a quanto espresso prima e lo fa in modo frettoloso, riportando in superficie quel sentore che, invece mina nel profondo.