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Riflessioni 30 maggio 2015 · lettura 1 min · 1632 letture

Fino alla sconnessa del dire

Anna62 196 poesie pubblicate
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In questa smisurata landa brughi di altezze minime, quanto basta allo sporgersi, appena oltre il gelo, in convito d'Erica, ma in tetrameri, le parole. Quelle plausibili, almeno, che rinfranchino per il sempre verde e il non caduco aghiforme a spillare il senso. Tagli che affettano il silenzio in ipotesi di agnizioni, sempre in ritardo sul dolore Antinomie alfabetiche in pretesa di ragioni, riverberi di fonemi imbrigliati dentro una rima. Io amo quella voce sobria che nasce dal basso, non concrezione, ma fermento e sale lungo steli d'esistenza con sempre nuove deroghe su vibranti sinapsi e percezioni fino alla scommessa del dire. Nella muta sterpaglia nominare ciò che diventa visione, dove un fiore, dove il sole dove ogni cosa si tramuta perché la dico altro. Per una commozione che sale per un fiato che spinge sconosciuto e la parola viva nella bocca. fino al balzo fuori a farsi voce.
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C'è una pianta tipica della brughiera, il cui fiore molto somigliante all'Erica si differenzia dalla stessa perché la corolla è suddivisa in tetramero (quattro parti) anziché in pentamero (cinque parti). Ecco che la metafora si fa calzante quando si paragonano le parole a brughi di altezze minime in convito d'erica, ma in tetremari, come a dire che la parola viene sminuita, diventa piccola, plausibile, certo, ma non bastante a diventare altro, a chiamare il visivo che diventa visione.6 febbraio 2016
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Anna62
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Commenti (5)

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Azar Rudif31 maggio 2015

Sarà il caso (che non esiste), ma la quinta strofa (parlando di pentameri) indica proprio il potere intrinseco della parola, la capacità di divenire simbolo e significato di se stessa e di rappresentare il nostro pensiero quando diviene voce (ultima strofa). Ogni parola è una parola magica ... la parola che mondi possa aprirci (rielaborazione di due versi del Montale)

Daniela Zarriello1 giugno 2015

Una poetica sonora, trasparente e molto raffinata come sempre sa proporre la brava poetessa. Le parole fluttuano, lievitano accostandosi e combinandosi in una rete di magia. Salgono dal basso lungo steli d'esistenza, si muovono su filamenti di contatti e di percezioni. Ed ecco che il sentire l'emozione chiama a sè la parola è la rinomina perché essa non è bastante a tramutare il visivo in visione. Una poesia da conservare e rileggere.

rosanna gazzaniga1 giugno 2015

Una voce sobria che nasce dal basso, capace di mutare l'emozione in parole che non conosceranno l'oblio, quella della poesia...è ciò che si ritrova in questo affascinante e profondo testo!

Giacomo Scimonelli4 giugno 2015

il cuor batte sulle note del video abbinato all'Opera... ogni parola ha un significato preciso e il verseggiar coinvolge dal primo all'ultimo verso... una riflessione che arriva al cuore e si legge con infinito piacere

Mi piacerebbe perdermi in questa Tua Poesia dall'orizzonte infinito. L'Autrice mi fa viaggiare lontano, grazie.